SICUREZZA: MENO REATI MA PIU’ PAURA

I furti in casa, il terrorismo, la crisi economica, perfino l’instabilità politica rendono inquiete le giornate degli italiani. Ma sopra tutti ci sono le catastrofi naturali. La terribile sequenza sismica che non lascia tregua al Centro Italia dall’estate dello scorso anno; le immagini di interi paesi distrutti e il ricordo delle vittime turbano più di qualsiasi altra cosa un popolo che si scopre sensibile alla salvaguardia ambientale, considerata anche come un aspetto della stessa incolumità dei cittadini. A sorpresa, rispetto al passato, i terremoti sono balzati in testa alle italiche preoccupazioni, più ancora delle tasse. Un salto di ben 13 punti percentuali nel decimo rapporto su sicurezza e insicurezza sociale in Italia e in Europa redatto dall’Osservatorio di Pavia. Così nella graduatoria delle paure, la percentuale di chi teme per sé e per i propri cari di rimanere vittima di disastri naturali, tra cui anche frane e alluvioni, è salita dal 25 al 38 per cento. Un dato che si accoppia bene con la paura più diffusa in assoluto, quella legata alla distruzione dell’ambiente e della natura, rilevata nel 58% degli intervistati.

Gli eventi naturali sono la principale causa di turbamento, ma non l’unica consistente. Basti pensare alla paura di attacchi terroristici, percepita dal 44 per cento delle persone. Un fenomeno che ha trovato impulso dagli attentati mortali in Belgio, Francia, Germania e Gran Bretagna, e che – per il momento, e speriamo anche dopo – ancora non si manifesta tragicamente anche da noi. Tuttavia, è un aspetto che influenza anche la paura dello straniero: nel 39% dei casi l’immigrato è percepito come un’insidia per l’ordine pubblico e come una minaccia per l’occupazione (36%). L’incremento di ben cinque punti rispetto al 2016 – si afferma nel rapporto – spiega anche perché siano diventati una minoranza coloro che ritengono opportuno mantenere la libera circolazione dei cittadini fra i diversi Paesi dell’Unione europea.

Ci sono poi le paure legate alla condizione sociale ed economica, come quella di non avere la pensione (38%) o la perdita del lavoro e la disoccupazione (37%). Molto diffusi anche alcuni timori più generici: quello per il futuro dei figli, ad esempio, accomuna il 50% degli intervistati, mentre l’instabilità politica ne preoccupa addirittura il 56%.Un capitolo a parte merita la sicurezza. Nonostante i dati delMinisterodell’Interno indicano un calo del numero dei reati, la percezione del cittadino va nella direzione opposta. Un episodio come quello del ristoratore che ha ucciso uno dei rapinatori entrati di notte nel suo locale, basta per far riemergere i timori mai sopiti di essere derubati in casa o scippati per strada.

Stando a un sondaggio dell’istituto Sondea, negli ultimi due anni la sicurezza è diminuita per l’85,95% degli intervistati e quasi la metà (48,82%) pensa che l’Italia sia meno sicura rispetto al resto dell’Europa. A preoccupare non è tanto la perdita di soldi o beni materiali, ma possibili aggressioni e l’idea che la violazione degli spazi si traduca anche in atti di vandalismo e nel furto di oggetti ai quali si è legati affettivamente. Il 72,59% degli italiani teme di subire un furto in casa e il 67% per strada. Gli anziani sono i più preoccupati da possibili vandalismi alla loro casa, così come chi abita in una villa. Mentre sono gli uomini, e le persone che abitano in grandi nuclei urbani, a temere in misura maggiore danni materiali ed economici.

Al vertice della classifica sulle regioni ritenute più pericolose, c’è la Campania (29,08% del campione), seguita da Lazio (25,54%), Sicilia (14,83%) e Lombardia (14,24%); Roma è ritenuta la città più insicura (34,38%), addirittura peggiore di Napoli (29,86%). Invece, i posti più tranquilli nella percezione degli italiani sono Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige tra le regioni, Trieste (38,80%), Cagliari, Venezia e Firenze tra le città. Per cautelarsi, il 94,79% ha dichiarato che per misura di sicurezza non apre la porta di casa a sconosciuti, tiene meno soldi in casa (87,33%) e controlla diverse volte di avere chiuso porte e finestre. Salvo poi a mettere di social le foto di dove si trovano in vacanza. Una società di sistemi di allarme ha svolto una ricerca dalla quale emerge che il 75 per cento dei ladri si avvale dei social (Facebook, Twitter e Instagram più di tutti) per identificare le potenziali vittime, capire cosa possiedono, doveva vivono e cosa si potrebbe rubare.

Attenuare questa enorme massa di timori e aumentare la serenità, per alcuni aspetti può dipendere anche da noi. Per esempio: non mettere in piazza (sui social) quello che facciamo e quello che abbiamo, ridurrebbe le possibilità di subire intrusioni domestiche da parte di male intenzionati. Non solo: adeguare le nostre case alle recenti norme sismiche, o stare attenti a dove costruire, diminuirebbe le possibilità di danni gravi. Comunque, un poco di fatalismo non guasta mai, altrimenti si vive male tutti i giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *